Note su Anselmo Cananzi

Anselmo Cananzi (6 luglio - Cittanova - RC) cancro con ascendente acquario. Ha studiato al Conservatorio S. Cecilia di Roma Musica elettronica con Franco Evangelisti e si è diplomato con Walter Branchi. Interessato agli aspetti scientifici della comunicazione musicale ha frequentato la facoltà di Medicina dell’Università di Roma e collaborato con la dott.sa Maria Patrizia Orlando della Clinica ORL dell’Università di Roma. Ha collaborato come ricercatore con la dott.ssa Maria Patrizia Orlando e con l’ingegnere Paolo Giua, all’Istituto di Acustica O.M. Corbino diretto da quest’ultimo. È stato professore associato al CNR di Roma (ex Istituto Sperimentale di Acustica “O.M. Corbino” – IA) in ricerche sulla psicoacustica e la psicologia della musica. Ha pubblicato articoli su riviste scientifiche italiane e internazionali. Ha frequantato le facoltà di Psicologia, Matematica e Lettere dell’Università di Roma. Nel 1982 è stato selezionato per la rassegna del Teatro La Fenice/ La Biennale: OPERA PRIMA realizzando al Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova la composizione di computer music Epigenesi: ingegnere Alvise Vidolin. Ha collaborato con il pittore Cesare Berlingeri al quale lo lega un rapporto di amicizia fraterna e ha scritto la musica di scena per vari lavori teatrali con regia, scene e costumi realizzati dal pittore calabrese. Nel 1992 insieme ad Alessandro Vecchiotti (storico e fraterno amico) e ad un gruppo di musicisti (fra i quali Raffaele Bella, Roberto Capacci, James Demby, Giovanni Guaccero, Maurizio Furlani, Maurizio Gabrieli, Lamberto Lugli e Claudio Perugini) ad alcune serate di musica contemporanea presso lo storico locale romano Folkstudio dando inizio a "I Martedì della Musica Contemporanea" che proseguirono sino al 1996 e che, dopo la scomparsa, nel gennaio 1998, di Giancarlo Cesaroni non fu più possibile riproporre. Dal 1980 al 1990 ha collaborato con importanti ONLUS: Associazione Culturale Jonica e negli stessi anni ha svolto attività di ricercatore per l’ISMEZ fondando e facendo parte della redazione della rivista Suonosud e Settenote. È stato fondatore di molteplici associazioni culturali e musicali: diffusione della musica del XX secolo, Musica elettronica e Computer-music nonché di ricerca musicologica su temi meridionalistici. Ha fondato con Walter Branchi, Eugenio Giordani e Michela Mollia l’Associazione Musica/Complessità che si occupa della ricerca interdisciplinare fra la musica e le discipline scientifiche ed umanistiche. In occasione dei seminari di Musica/Complessità conosce la storica compositrice Teresa Rampazzi e stabilisce con lei un rapporto di profondo affetto, stima e amicizia. Ha condotto ricerche sul patrimonio storico e culturale della Calabria: sull’Arte organaria in collaborazione con la prof.ssa Antonella Barbarossa e sui Teatri della Calabria. Dal 1980 ha svolto un’intensa attività didattica. Ha tenuto corsi di aggiornamento: ACJ, CONFOR, ISMEZ, IRRSAE. Ha insegnato Storia della musica al Conservatorio di Vibo Valentia e Pedagogia musicale al Conservatorio di Palermo ed è titolare di Pedagogia musicale e psicologia della musica presso il Conservatorio “A. Corelli” di Messina dove è stato Vicedirettore. Affidatario di varie materie nel corso di Musica elettronica e Tecnico del suono (Acustica musicale, Psicoacustica, Storia della musica elettroacustica…). È stato relatore di oltre 500 tesi in vari campi disciplinari. Dal 1980 ad oggi l’aspetto prevalente della sua attività, moralmente ereditata da Franco Evangelisti e Walter Branchi è la ricerca verso un nuovo sistema di comunicazione musicale e parallelamente conduce ricerca fra la geometria della natura e la musica ed alla intermodalità sensoriale ed alla sinestesia. Da anni sulla scia dei suoi due maestri non ama diffondere in stagioni concertistiche le sue composizioni e in ogni caso non in sale da concerto tradizionali. Dagli ultimi anni la sua produzione è direttamente immersa nell’universo sonoro di cui ne è parte e come già dalle origini della sua produzione non considera la registrazione dei brani un mezzo fondamentale, ma solo la fotografia sonora e anche labile di un istante musicale che dura il tempo stesso della propria vita.