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Bruno Maderna

Bruno Maderna (Venezia, 21 aprile 1920 – Darmstadt, 13 novembre 1973) è stato un compositore, direttore d’orchestra e docente italiano. Protagonista dell’avanguardia musicale del secondo Novecento, affiancò alla ricerca compositiva una vasta attività di interpretazione e diffusione della musica. Cofondatore con Luciano Berio dello Studio di Fonologia Musicale della RAI di Milano, contribuì allo sviluppo della musica elettronica e all’incontro fra strumenti eseguiti dal vivo e suoni registrati.

Formazione e percorso

Diplomatosi in composizione nel 1940 al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma sotto la guida di Alessandro Bustini, si perfezionò a Venezia con Gian Francesco Malipiero. Studiò direzione d’orchestra con Antonio Guarnieri e, nel 1948, con Hermann Scherchen. L’interesse per la musica antica e la polifonia rinascimentale accompagnò la conoscenza delle tecniche compositive del Novecento.

Dal 1949 partecipò agli incontri di Darmstadt, dove divenne anche docente. Il confronto internazionale sulla nuova musica si intrecciò alla sua attività di direttore e insegnante. Il rapporto con Luigi Nono, del quale fu un fondamentale interlocutore e maestro, appartiene a questo ambiente di studio e ricerca.1)

Comporre e dirigere

La direzione d’orchestra fu parte integrante della personalità musicale di Maderna. L’attività internazionale contribuì alla circolazione della nuova musica e al confronto fra compositori e interpreti. Il repertorio affrontato comprendeva anche la musica del passato, entro una concezione della pratica musicale aperta a esperienze e linguaggi differenti.

Il lavoro dell’interprete e quello del compositore si alimentavano reciprocamente: la conoscenza degli strumenti, del gesto esecutivo e delle relazioni fra musicisti accompagnava la costruzione delle opere. Gli scritti e le interviste raccolti in Amore e curiosità documentano questa pluralità di interessi e il valore attribuito alla comunicazione musicale.2)

Musica su due dimensioni

Con Musica su due dimensioni (1952), per flauto, percussioni e nastro magnetico, Maderna realizzò una delle prime esperienze di incontro fra esecuzione strumentale e materiale elettroacustico registrato. Il lavoro fu preparato a Bonn con Werner Meyer-Eppler.

Nel 1958 compose un altro lavoro con lo stesso titolo, per flauto e nastro magnetico. La documentazione dello Studio di Fonologia precisa che la composizione del 1952 costituisce un brano distinto: la coincidenza del titolo non deve quindi far identificare le due opere. La prima esecuzione del lavoro del 1958 ebbe luogo a Milano nel marzo 1959, con Severino Gazzelloni.

L’accostamento fra strumento e nastro introduce due condizioni di produzione sonora: il gesto dell’interprete nel presente e un materiale fissato, riproducibile. Il loro rapporto diventa una questione compositiva, che riguarda la forma e le possibilità di ascolto.3)

Lo Studio di Fonologia Musicale

Nel 1955 Maderna e Berio fondarono presso la RAI di Milano lo Studio di Fonologia Musicale. La ricerca elettronica si sviluppò in un ambiente nel quale la sperimentazione sonora poteva incontrare la produzione radiofonica e le esigenze di nuovi lavori musicali.4)

La collaborazione fra i due compositori era stata preceduta da Ritratto di città (1954), realizzato con Roberto Leydi. Questa esperienza collega la nascita della composizione elettroacustica italiana al mezzo radiofonico e alla possibilità di organizzare suoni e parole mediante la registrazione.5)

Suono registrato e trasformazione

La produzione per nastro comprende Notturno (1956), Syntaxis (1957) e Continuo (1958). Questi lavori affrontano differenti possibilità di organizzazione del materiale elettronico ed elettroacustico.6)

In Continuo la trasformazione graduale di un suono di flauto costituisce un riferimento per lo sviluppo del materiale. L’attenzione si sposta verso il mutamento delle qualità sonore nel tempo: la trasformazione timbrica partecipa alla costruzione della forma.

Dimensioni II / Invenzione su una voce (1960) impiega un testo fonetico di Hans G. Helms, interpretato da Cathy Berberian. La voce registrata viene elaborata e organizzata sul nastro, rendendo l’articolazione fonetica una sorgente di relazioni musicali. Il rapporto fra voce e tecnologia si sviluppa attraverso la trasformazione di un materiale proveniente dall’esecuzione.7)

Anche Serenata III (1961) e Le rire (1962) appartengono alla produzione per nastro. L’insieme di questi lavori mostra la continuità della ricerca elettroacustica accanto alla scrittura strumentale e al teatro musicale.8)

Hyperion e il teatro musicale

Hyperion, presentato a Venezia nel 1964, è definito «lirica in forma di spettacolo». Realizzato con Virginio Puecher, impiega un testo di Friedrich Hölderlin e fonemi di Hans G. Helms.9)

Il progetto si sviluppò attraverso differenti realizzazioni sceniche e concertistiche. La relazione fra le sue componenti poteva essere ripensata, facendo dell’opera una costellazione di materiali e configurazioni. Il flauto, l’orchestra e l’elettronica partecipano a una drammaturgia musicale nella quale emergono tensioni fra espressione individuale e ambiente sonoro.10)

La sperimentazione teatrale continuò fino a Satyricon (1973). La produzione scenica e radiofonica costituisce così un altro luogo del confronto fra composizione, montaggio e rappresentazione.11)

Forma aperta e pratica esecutiva

La ricerca di Maderna comprende forme nelle quali l’interprete partecipa alla configurazione del percorso musicale. Serenata per un satellite (1969) è un esempio della sua attenzione alla mobilità della forma e alle possibilità di relazione fra parti strumentali.12)

Questa prospettiva permette di avvicinare alcuni aspetti della composizione strumentale alla pratica del laboratorio elettronico: in entrambi i casi, il materiale può essere ascoltato, messo in relazione e verificato attraverso differenti configurazioni. La disponibilità di più percorsi diventa una risorsa per la costruzione dell’esperienza musicale.

Maderna e la complessità musicale

Nel contesto di Musica/Complessità, il lavoro di Maderna può essere letto attraverso le relazioni fra memoria musicale, invenzione sonora, tecnologia e interpretazione. Questa è una prospettiva interpretativa, fondata su aspetti delle opere e della pratica del compositore.

Il rapporto fra strumento e nastro mette in comunicazione differenti condizioni temporali. La trasformazione elettroacustica permette a un materiale di assumere nuove qualità. Le forme mobili richiedono di considerare insieme le parti scritte e le relazioni che si realizzano nell’esecuzione. La complessità emerge da queste interazioni e dal modo in cui vengono percepite.

L’esperienza di Maderna mostra inoltre come la ricerca sul suono possa svilupparsi nel confronto con la storia della musica. Il passato, la sperimentazione e la pratica degli interpreti concorrono a un percorso compositivo aperto a molteplici possibilità.

Opere scelte

Le date seguono i cataloghi degli editori, le risorse IRCAM e la documentazione dello Studio di Fonologia. La selezione affianca ai lavori elettronici alcune opere utili a contestualizzarli.

Discografia e ascolti

Scritti

Bibliografia e fonti

Temi correlati

Musica elettronica; musica elettroacustica; Studio di Fonologia Musicale della RAI di Milano; Luciano Berio; Luigi Nono; composizione su nastro; musica mista; voce e tecnologia; flauto contemporaneo; forma aperta; teatro musicale; musica e complessità.

Collegamenti esterni

Voce a cura di Anselmo Cananzi.

1)
SZ Sugar, Bruno Maderna: biografia e catalogo; Maderna, Bruno, Dizionario biografico degli Italiani, Treccani.
3)
Archivio dello Studio di Fonologia RAI, Università degli Studi di Milano, Musica su due dimensioni, 1958.
4) , 11)
Ricordi, Bruno Maderna.
5)
Centro Studi Luciano Berio, Cronologia.
10)
Nicola Verzina, Percorso dell’opera, IRCAM.