====== Pietro Grossi ====== {{ :compositori:ritratto_retro_con_computer_acorn_archimedes.png?400|}} Pietro Grossi (Venezia, 15 aprile 1917 – Firenze, 21 febbraio 2002) è stato un violoncellista, compositore, docente, programmatore e artista italiano, tra i protagonisti della musica elettronica e della computer music in Italia. Fondatore dello Studio di Fonologia Musicale di Firenze (S2FM), collega la ricerca sonora alla formazione, alla sperimentazione informatica e alla produzione visiva. Il suo percorso comprende lo studio dei fenomeni acustici, la composizione algoritmica, l’automazione musicale, le esperienze telematiche e i progetti di Homeart. ===== Formazione e attività violoncellistica ===== Grossi studia al Conservatorio di Bologna, diplomandosi in violoncello con Camillo Oblach nel 1935 e successivamente in composizione con Cesare Nordio. Nel 1936 diventa primo violoncello dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, incarico che mantiene fino al 1966. Alla pratica orchestrale affianca l’attività solistica e cameristica, in Italia e all’estero. Dal 1942 insegna violoncello al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze. La produzione strumentale comprende lavori orchestrali, cameristici e vocali. Fra le opere figurano il //Quartetto// (1957), la //Composizione n. 5// (1959), per tre contrabbassi, e la //Composizione n. 6// (1960), per quartetto d’archi. ===== Vita Musicale Contemporanea ===== Nel 1961 promuove a Firenze l’associazione Vita Musicale Contemporanea, alla cui attività partecipa anche Giuseppe Chiari. I cicli di concerti, organizzati fino al 1967, favoriscono la conoscenza di autori, opere e pratiche della nuova musica. L’iniziativa contribuisce alla formazione di un ambiente aperto al confronto fra sperimentazione sonora e altre esperienze artistiche. La diffusione culturale accompagna la ricerca di Grossi: concerti e audizioni offrono occasioni per ascoltare materiali nuovi e discutere le trasformazioni della pratica musicale. ===== Dalla pratica strumentale alla ricerca elettronica ===== L’interesse per la musica elettronica si sviluppa attraverso il contatto con lo Studio di Fonologia della RAI di Milano. In questo ambiente Grossi realizza //Progetto 2-3// (1961), basato su procedimenti combinatori. Il passaggio all’elettronica gli permette di separare l’ideazione musicale dalle difficoltà dell’esecuzione strumentale. La produzione diretta del suono diventa parte di un progetto che investe insieme composizione, realizzazione e ascolto. La ricerca si estende quindi dai singoli risultati alle condizioni operative che li rendono possibili: apparecchiature, procedure e materiali possono essere condivisi e utilizzati per ulteriori elaborazioni.((Giuditta Parolini, //Music Without Musicians: Pietro Grossi’s Experience in Electronic and Computer Music//, University of Leeds, 2016: [[https://archive.researchdata.leeds.ac.uk/209/|scheda e registrazione della relazione]].)) ===== Lo Studio di Fonologia Musicale di Firenze ===== Nel 1963 Grossi fonda con mezzi propri lo Studio di Fonologia Musicale di Firenze, indicato con la sigla S2FM, inizialmente allestito nella sua abitazione in via Capodimondo. Il laboratorio utilizza oscillatori, registratori e altre apparecchiature per generare e organizzare materiali sonori. La ricerca comprende lavori individuali e realizzazioni collettive, con il coinvolgimento di giovani musicisti e collaboratori. La presentazione di diversi lavori sotto la sigla dello studio esprime una concezione aperta della produzione musicale: i nastri costituiscono materiali disponibili per trasformazioni, montaggi e nuovi impieghi. Nel settembre 1964 la Biennale di Venezia presenta un’//Audizione di Musica Algoritmica// con lavori dello studio. La costruzione mediante algoritmi precede qui la realizzazione sonora con oscillatori analogici: composizione algoritmica e sintesi digitale corrispondono a operazioni differenti.(([[https://www.pietrogrossi.org/nuovo/attivita-musicale/musica-elettronica-s2fm/|Sito Pietro Grossi – Musica elettronica S2FM]], con testimonianze di Grossi e Albert Mayr.)) ===== Battimenti e indagine sul suono ===== //Battimenti//, sviluppato a metà degli anni Sessanta, esplora le variazioni prodotte dalla sovrapposizione di suoni sinusoidali di frequenza vicina. Il fenomeno acustico diventa oggetto di un’indagine sistematica e materiale d’ascolto. La semplicità delle sorgenti permette di concentrare l’attenzione sulle pulsazioni e sulle trasformazioni percepite. Albert Mayr, collaboratore dello studio, ricorda il carattere collettivo di parte delle realizzazioni: alla definizione del progetto seguiva un lavoro pratico condiviso, lungo e impegnativo con le apparecchiature analogiche disponibili.(([[https://www.musicaelettronica.it/pigro100-intervista-ad-albert-mayr/|Intervista ad Albert Mayr]], «musicaelettronica.it», 2017.)) ===== La didattica a Firenze e il confronto internazionale ===== Nel 1965 Grossi ottiene l’istituzione del corso di Musica elettronica presso il Conservatorio “Luigi Cherubini”, primo insegnamento di questo tipo in un Conservatorio italiano. Trasferisce e dona le proprie apparecchiature all’istituto, mettendole a disposizione della formazione e della ricerca. Nel 1966 torna all’Indiana University di Bloomington, dove era già stato invitato come violoncellista nel 1956, per contribuire alla nascita dello studio elettroacustico e all’insegnamento della disciplina. Nel 1968 organizza, nell’ambito del Maggio Musicale Fiorentino, il Convegno internazionale dei Centri Sperimentali di Musica Elettronica. L’incontro mette in rapporto tecniche, orientamenti estetici e metodi didattici. Nel 1984 promuove l’istituzione di un corso di Informatica musicale al Conservatorio fiorentino. ===== Le prime esperienze di computer music ===== Nel 1967 Grossi sperimenta la produzione musicale mediante calcolatore presso la Olivetti-General Electric di Pregnana Milanese. Fra le dimostrazioni figura l’esecuzione informatica del quinto Capriccio di Niccolò Paganini. L’elaboratore consente di eseguire un testo musicale e di modificarne rapidamente i parametri. Il repertorio diventa così anche un campo di verifica delle possibilità di trasformazione offerte dalla programmazione. La ricerca prosegue a Pisa, presso il CNUCE, Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico. Nel 1969 un incarico formalizza l’attività di Grossi e lo sviluppo del settore di informatica musicale.((Leonello Tarabella, Graziano Bertini, Carlo Raffaelli e Luca Doni, a cura di, //L’informatica musicale a Pisa. L’esperienza di Pietro Grossi al CNUCE e all’IEI istituti del CNR//, Pisa University Press, 2019.)) ===== Pisa: programmi e sintesi in tempo reale ===== Grossi sviluppa strumenti di programmazione musicale quali PLAY1800 e DCMP, //Digital Computer Music Program//. Il lavoro comprende la generazione dei suoni e l’organizzazione delle sequenze mediante regole e algoritmi. La risposta immediata del sistema assume un’importanza particolare: la possibilità di ascoltare e modificare il risultato durante il lavoro orienta la scelta del tempo reale. Nel 1975 entra in funzione il TAU2, terminale di sintesi sonora realizzato all’IEI, Istituto di Elaborazione dell’Informazione del CNR di Pisa. Il progetto coinvolge Franco Denoth, Graziano Bertini, Massimo Chimenti e altri collaboratori. Il TAU2 è l’apparato che produce il suono; TAUMUS è il software che ne organizza il controllo musicale. Il sistema permette di eseguire, trasformare e generare sequenze, mettendo in relazione competenze compositive e ingegneristiche. Tommaso Bolognesi e Leonello Tarabella partecipano allo sviluppo delle esperienze informatiche pisane. La collaborazione fra musicisti e ricercatori costituisce una componente essenziale di questo ambiente.((Si vedano le testimonianze di Tarabella e Bertini nel volume //L’informatica musicale a Pisa//, 2019, e [[https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/attivita/editoria/SII-vol.1web.pdf|Leonello Tarabella, Pietro Grossi, pioniere dell’Informatica Musicale a Pisa]], nella storia dell’informatica italiana pubblicata dal CNR.)) ===== Telematica musicale ===== Nel 1970 Grossi realizza un collegamento musicale fra la Fondazione Pio Manzù di Rimini e il CNUCE di Pisa. Un terminale remoto permette di intervenire sulle attività del sistema informatico attraverso lo scambio di dati. La composizione e la fruizione musicale vengono così sperimentate anche oltre la prossimità fisica fra operatore e apparato. È una delle prime esperienze di telematica musicale documentate nel suo percorso. Ulteriori collegamenti coinvolgono Parigi nel 1974 e Firenze nel 1978. Queste iniziative aprono un campo di ricerca sul controllo a distanza e sulla distribuzione delle risorse musicali.((Graziano Bertini, //Pietro Grossi e gli inizi della musica in rete: l’esperienze di Pisa e Firenze//, scheda nel [[https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/180976|repository istituzionale del CNR]].)) ===== Automazione e Sound Life ===== La programmazione permette di descrivere procedimenti capaci di produrre molteplici risultati. Nel lavoro di Grossi la composizione può assumere la forma di un sistema generativo, la cui attività continua oltre una singola esecuzione. Il ciclo //Sound Life// (1979–1985) sviluppa questa prospettiva. I programmi producono sequenze e trasformazioni che possono essere interrotte e riprese, privilegiando la continuità del processo. La registrazione documenta una porzione di un’attività più estesa. L’ascolto di un risultato determinato si collega quindi alla conoscenza delle regole che ne consentono la generazione.(([[https://www.pietrogrossi.org/nuovo/attivita-musicale/computer-music/|Sito Pietro Grossi – Computer music]], testimonianze e documentazione sui programmi, su //Sound Life// e sui lavori successivi.)) ===== Homeart e grafica al computer ===== Dal 1986 Grossi amplia la ricerca alla grafica, utilizzando inizialmente un Commodore 64 e successivamente anche computer Acorn Archimedes. Definisce //Homeart// la pratica creativa sviluppata con il computer personale in ambito domestico. L’accessibilità del mezzo offre a ciascuno la possibilità di elaborare immagini, suoni e procedimenti secondo i propri interessi. I programmi grafici impiegano istruzioni, variazioni e procedure pseudocasuali per produrre numerosi esiti da un medesimo progetto. La possibilità di modificare rapidamente il risultato accompagna una concezione dell’attività artistica rivolta anzitutto all’esperienza di chi la compie. Suono e immagine costituiscono due applicazioni di un metodo fondato sulla gestione delle informazioni e sulla generazione di configurazioni variabili.(([[https://www.pietrogrossi.org/homeart/|Sito Pietro Grossi – Homeart]], con estratti dalle conversazioni raccolte in //L’istante zero//.)) ===== Homebook e condivisione dei programmi ===== Nel 1991 Grossi sviluppa //Homebook//, un progetto di editoria variabile nel quale i programmi producono configurazioni grafiche differenti per ciascuna realizzazione. Nel 1996 rende disponibili su Internet programmi per elaborazioni visive. Gli utenti possono utilizzarli e intervenire sui risultati, proseguendo il lavoro secondo le proprie scelte. Queste esperienze estendono alla grafica e all’editoria il principio della trasformabilità già presente nella ricerca sonora. ===== Ruolo storico e poetica ===== Il contributo di Grossi comprende la creazione di luoghi di ricerca, la formazione e lo sviluppo di procedure compositive. Lo studio fiorentino e le collaborazioni pisane collegano iniziativa personale e istituzioni musicali e scientifiche. Il suo percorso può essere letto come un progressivo spostamento dell’attenzione verso i processi: dal fenomeno acustico al sistema che genera suoni e immagini, dal materiale registrato al programma modificabile. La condivisione dei mezzi e la possibilità di rielaborazione investono anche il rapporto fra autore, esecutore e fruitore. La tecnologia assume così una funzione culturale, oltre che produttiva, ampliando le condizioni della partecipazione creativa. ===== Opere e progetti selezionati ===== * //Quartetto// (1957), per quartetto d’archi. * //Composizione n. 5// (1959), per tre contrabbassi. * //Composizione n. 6// (1960), per quartetto d’archi. * //Composizione n. 11// (1961), per voce e pianoforte. * //Composizione n. 12// (1961), per quartetto d’archi. * //Progetto 2-3// (1961), ricerca elettroacustica basata sul calcolo combinatorio. * //Battimenti// (metà degli anni Sessanta), ricerca su sovrapposizioni di suoni sinusoidali. * //Create C// (1972), computer music. * //Sound Life// (1979–1985), ciclo di composizioni generative. * //Unicum// (1985–1990), ciclo di composizioni. * //Homeart// (dal 1986), programmi e realizzazioni di grafica generativa. * //Homebook// (dal 1991), progetto di editoria variabile. L’elenco comprende composizioni, cicli e progetti con modalità di realizzazione differenti. Per i processi generativi la data identifica una fase di sviluppo, senza necessariamente coincidere con una singola registrazione. ===== Discografia essenziale ===== * //GE-115 Computer Concerto//, General Electric, 1968. * //Computer Music//, CNUCE/CNR, 1973. * //Computer Music – Bach/Grossi//, AYMA, 1980. * //Paganini al computer//, Edipan, 1982. * //Computer Music – Satie, Joplin, Grossi//, Edipan, 1983. * //Sound Life//, Edipan, 1985. * //S2FM – Musica Programmata//, La Musica, 1986. * //Bit Art//, Atopos, ATP 016, 2010. Le date si riferiscono alle edizioni indicate. La selezione comprende elaborazioni del repertorio e lavori originali.((Discografia e dati delle composizioni strumentali nel [[https://www.atoposmusic.com/pdf/comments/8_it.pdf|libretto di Bit Art]], Atopos, 2010, con un testo di Daniele Lombardi.)) ===== Scritti e pubblicazioni ===== * //Esperienze di computer music//, S2FM, 1969. * //Manuale di impiego del DCMP//, CNUCE/CNR, Pisa, 1970. * //Musica in tempo reale//, «Futuribili», 1971. * //Musica senza musicisti. Scritti 1966–1986//, a cura di Lelio Camilleri, Francesco Carreras e Albert Mayr, CNUCE/CNR, Firenze, 1987. ===== Bibliografia ===== * Enore Zaffiri, //Due scuole di musica elettronica in Italia//, Silva, Milano, 1968. * Francesco Giomi e Marco Ligabue, //L’istante zero. Conversazioni e riflessioni con Pietro Grossi//, SISMEL – Edizioni del Galluzzo, Firenze, 1999. * Girolamo De Simone, //Pietro Grossi. Musica d’Arte a Firenze//, Nardini, Firenze, 2005. * Albert Mayr, a cura di, //Pietro Grossi. Avventure con suono e segno//, Associazione Pietro Grossi / AlefBet, Firenze, 2011. * Lucrezia Saccà, a cura di, //Pietro Grossi. Dal violoncello al computer//, Nardini, Firenze, 2013. * Leonello Tarabella, Graziano Bertini, Carlo Raffaelli e Luca Doni, a cura di, //L’informatica musicale a Pisa. L’esperienza di Pietro Grossi al CNUCE e all’IEI istituti del CNR//, Pisa University Press, 2019, ISBN 978-88-3339-283-7. ===== Documentazione e archivi ===== Il Fondo Grossi, donato nel 2010 al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, conserva documenti relativi all’attività musicale, didattica e organizzativa, insieme a materiali sonori e strumenti. Il sito dedicato al compositore segnala la digitalizzazione dei documenti sonori e la loro consultazione a Villa Favard. Una parte della produzione grafica e degli Homebook è conservata dagli eredi.(([[https://www.pietrogrossi.org/bibliografia/|Sito Pietro Grossi – Bibliografia e informazioni sul Fondo Grossi]].)) ===== Temi correlati ===== * Studio di Fonologia Musicale di Firenze – S2FM. * Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze. * CNUCE e IEI – Pisa. * Albert Mayr. * Enore Zaffiri. * Teresa Rampazzi. * Vittorio Gelmetti. * Leonello Tarabella. * Graziano Bertini. * Tommaso Bolognesi. * Musica elettronica e computer music. * Composizione algoritmica. * Telematica musicale. * Arte generativa. ===== Collegamenti esterni ===== * [[https://www.pietrogrossi.org/|Sito dedicato a Pietro Grossi]]. * [[https://centrostudidallapiccola.it/archivio-del-900-musicale-fiorentino/pietro-grossi/|Centro Studi Luigi Dallapiccola – Pietro Grossi]]. * [[https://openportal.isti.cnr.it/data/2019/439685/2019_439685.published.pdf|L’informatica musicale a Pisa – volume consultabile nel repository ISTI-CNR]]. * [[https://archive.researchdata.leeds.ac.uk/209/|University of Leeds – Music Without Musicians, relazione di Giuditta Parolini]]. ---- Voce a cura di Anselmo Cananzi.