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Vittorio Gelmetti

Vittorio Gelmetti (Milano, 25 aprile 1926 – Firenze, 4 febbraio 1992) è stato un compositore, critico musicale e docente italiano, attivo nella ricerca elettronica, nella composizione strumentale, nel teatro e nel cinema.

La sua attività attraversa la sperimentazione su nastro magnetico e la successiva elaborazione di un linguaggio fondato sul collage, sulla citazione e sulla memoria musicale. Il rapporto fra materiali elettronici, strumenti, voce e immagini costituisce uno dei fili conduttori del suo percorso.

La formazione prevalentemente autonoma e il confronto con ambienti artistici differenti contribuiscono a una posizione personale nel panorama del secondo Novecento italiano, difficilmente riconducibile a una sola scuola compositiva.

Formazione e prime composizioni

Gelmetti riceve durante l’infanzia una prima educazione musicale, interrotta dopo il trasferimento della famiglia a Roma. Negli anni Cinquanta riprende lo studio e si dedica alla composizione, approfondendo soprattutto le opere di Béla Bartók, Anton Webern e Igor Stravinskij.

La frequentazione della vita concertistica romana e lo studio delle avanguardie storiche accompagnano il suo apprendistato. Alla fine degli anni Cinquanta frequenta anche un corso di direzione d’orchestra presso l’Accademia Chigiana di Siena.

Le prime composizioni comprendono lavori per pianoforte, archi, voce e orchestra. A questa fase appartengono Divertimento (1954), Sinfonia (1957) e Misure II (1959), per due pianoforti. L’interesse per i mezzi elettronici si sviluppa parallelamente alla produzione strumentale.

La ricerca elettronica a Roma

Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta Gelmetti lavora dapprima presso la Discoteca di Stato e successivamente nel Laboratorio di Elettroacustica dell’Istituto Superiore delle Poste e Telecomunicazioni di Roma.

Il nastro magnetico e le apparecchiature di laboratorio consentono di intervenire direttamente sul materiale sonoro, collegando la produzione dei suoni alla loro organizzazione temporale. La composizione si sviluppa attraverso operazioni di generazione, trasformazione, sovrapposizione e montaggio.

Fra i lavori di questo periodo figurano Varianze II e Tensioni (1961), Treni d’onda a modulazione d’intensità (1963) e Modulazioni per Michelangiolo (1964), realizzato in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Buonarroti.

Gelmetti entra inoltre in rapporto con Franco Evangelisti e con l’ambiente romano di Nuova Consonanza. La sua ricerca partecipa così a un contesto nel quale sperimentazione elettronica, nuova musica e confronto fra le arti si sviluppano attraverso laboratori, concerti e iniziative culturali.

Lo Studio S2FM di Firenze e l’esperienza di Varsavia

Nel 1965 Gelmetti lavora presso lo Studio di Fonologia Musicale di Firenze, S2FM, fondato da Pietro Grossi. In questo ambiente realizza Nous irons à Tahiti e Intersezioni II e III in memoria di Edgar Varèse.

Nous irons à Tahiti documenta l’importanza crescente del collage nella sua produzione. Il materiale registrato e preesistente entra nel processo compositivo attraverso selezione, trasformazione e montaggio, aprendo la ricerca elettronica al confronto con altre musiche.

Nel 1969 è ospite dello Studio Sperimentale della Radio polacca a Varsavia, dove realizza L’opera abbandonata tace e volge la sua cavità verso l’esterno.

Questo lavoro conclude la fase più concentrata sulla composizione per solo nastro. L’elettronica rimane presente nella produzione successiva, entrando sempre più spesso in relazione con strumenti tradizionali, voce e azione scenica.

Collage, citazione e memoria musicale

A partire dalla metà degli anni Sessanta la memoria musicale assume un ruolo centrale nella ricerca di Gelmetti. Frammenti della tradizione europea e materiali provenienti da contesti diversi vengono trasferiti in nuove situazioni compositive.

Il collage permette di accostare elementi eterogenei e di modificarne le relazioni. La citazione conserva un legame con la musica di provenienza, mentre il trattamento elettronico e il montaggio ne trasformano la funzione nel nuovo lavoro.

La memoria diventa così un materiale della composizione: musiche già esistenti possono essere scomposte, rielaborate e messe in rapporto con suoni di altra origine. Il riconoscimento dei frammenti e la loro trasformazione partecipano all’esperienza d’ascolto.

Questa prospettiva trova una formulazione nel libro-intervista Nostalgia d’Europa (1984), a cura di Francesco Moscardelli, dedicato al percorso artistico e alle idee del compositore.

Strumenti ed elettronica

L’integrazione fra strumenti e materiali registrati è già presente in Organum quadruplum (1967), per coro, organo e nastro magnetico. Nella produzione successiva tale rapporto diventa una delle principali possibilità operative di Gelmetti.

Il nastro affianca l’esecuzione dal vivo, introducendo materiali che possono dialogare con il suono strumentale, sovrapporsi a esso o stabilire differenti piani temporali.

Fra i lavori rappresentativi figurano Modus sonandi (1974), Alzare le gru ad alta voce (1975), il ciclo Per Adrian (1976–1978) ed Eine kleine K Musik (1979), per pianoforte e nastro magnetico, eseguito dall’autore al festival Autunno di Varsavia.

Negli anni Ottanta la produzione comprende, fra gli altri, That is (1980), per flauti e percussioni, Apocryphe (1980), per chitarra e piccola orchestra, Luigi (1981), per violoncello, e Fisa (1989), per fisarmonica e nastro magnetico.

Teatro musicale

Il rapporto con il teatro coinvolge sia la composizione di musiche di scena sia la creazione di lavori nei quali suono, testo e azione sono progettati congiuntamente.

Alla fine degli anni Sessanta Gelmetti realizza La descrittione del Gran Paese, su testi di Edoardo Sanguineti. Il lavoro riunisce voce, strumenti, nastro magnetico, immagini filmiche e dispositivi di riproduzione sonora.1)

La collaborazione con Carmelo Bene comprende lo Spettacolo-concerto di Carmelo Bene e Vittorio Gelmetti (1968) e le musiche per La cena delle beffe (1974). Gelmetti lavora inoltre con diversi registi e compagnie, fra cui il Teatro Stabile dell’Aquila e il Teatro delle Moline di Bologna.

Nel 1988 compone l’opera Apocrifo, ovvero…, su testi di Sarenco ed Eugenio Miccini. Nel 1990 viene presentato a Trento Guernica, scritto per un’azione del Theater des Augenblicks di Vienna.

Cinema e rapporto tra suono e immagine

Il cinema costituisce un ambito importante della sua attività. Gelmetti riconosce una vicinanza operativa fra il montaggio cinematografico e il lavoro sui materiali sonori registrati: in entrambi i casi selezione, successione e accostamento contribuiscono alla costruzione dell’opera.

Nel 1964 alcune sue composizioni elettroniche vengono utilizzate in Deserto rosso di Michelangelo Antonioni, accanto alle musiche di Giovanni Fusco. Suoni elettronici e rumori industriali concorrono alla definizione dell’ambiente acustico del film e al rapporto con le immagini.

Seguono numerose collaborazioni cinematografiche. Fra le principali figurano Sotto il segno dello scorpione (1969), di Paolo e Vittorio Taviani, Sierra Maestra (1969), di Ansano Giannarelli, Il sasso in bocca (1970) e Cento giorni a Palermo (1984), entrambi di Giuseppe Ferrara.

Per Angelus Novus (1987), di Pasquale Misuraca, dedicato a Pier Paolo Pasolini, il lavoro sonoro intreccia musica e rumore, sviluppando ulteriormente il rapporto fra elaborazione musicale e costruzione audiovisiva.

La composizione per il cinema e quella per il teatro si collegano alla ricerca autonoma di Gelmetti anche attraverso la sperimentazione di materiali successivamente ripresi in altri lavori.

Attività critica, divulgazione e didattica

Alla composizione Gelmetti affianca l’attività critica e la diffusione della cultura musicale. Collabora con riviste quali Marcatré e Cinema Nuovo e realizza programmi radiofonici e televisivi.

Nel 1980 cura per la RAI il ciclo di educazione musicale Tutto è musica, accompagnato dall’omonimo volume pubblicato da ERI. Il progetto si rivolge a un pubblico ampio e propone un avvicinamento alla musica attraverso l’ascolto e la comprensione dei fenomeni sonori.

Dal 1984 al 1992 insegna musica per film presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. La didattica approfondisce un campo nel quale la sua esperienza compositiva mette in relazione organizzazione sonora, montaggio e linguaggio delle immagini.

Ruolo storico e poetica

Il percorso di Gelmetti documenta una delle direzioni della sperimentazione italiana del secondo Novecento: dalla costruzione elettronica del suono alla rielaborazione della memoria musicale, attraverso il confronto con strumenti, teatro e cinema.

La continuità fra queste esperienze può essere letta nel ruolo del montaggio e nella disponibilità a mettere in relazione materiali di diversa provenienza. La ricerca cambia mezzi e contesti, conservando l’attenzione per le possibilità espressive del suono e per i rapporti fra linguaggi artistici.

Il suo contributo comprende inoltre la partecipazione alla vita culturale, l’attività critica e l’insegnamento, attraverso i quali la sperimentazione musicale entra in contatto con pubblici e ambiti differenti.

Opere selezionate

Ricerca elettronica e lavori su nastro

  • Varianze II e Tensioni (1961), per nastro magnetico.
  • Treni d’onda a modulazione d’intensità (1963), per nastro magnetico.
  • Modulazioni per Michelangiolo (1964), per nastro magnetico.
  • Nous irons à Tahiti (1965), collage per nastro magnetico.
  • Intersezioni II e III in memoria di Edgar Varèse (1965), per voce e nastro magnetico.
  • L’opera abbandonata tace e volge la sua cavità verso l’esterno (1969), per nastro magnetico.

Opere strumentali, vocali e miste

  • Organum quadruplum (1967), per coro, organo e nastro magnetico.
  • Traumdeutung (1967), per quattro voci amplificate e nastro magnetico, su testo di Edoardo Sanguineti.
  • Modus sonandi (1974).
  • Alzare le gru ad alta voce (1975).
  • Per Adrian (1976–1978), ciclo di composizioni.
  • Eine kleine K Musik (1979), per pianoforte e nastro magnetico.
  • That is (1980), per flauti e percussioni.
  • Apocryphe (1980), per chitarra e piccola orchestra.
  • Luigi (1981), per violoncello.
  • Come d’autunno – sonata a cinque (1983).
  • Fisa (1989), per fisarmonica e nastro magnetico.
  • Brindisi di San Silvestro (1991), per coro maschile, su testo di Ariodante Marianni.
  • A futura memoria – Gioco a sei (1991–1992), incompiuto.

Teatro musicale

  • La descrittione del Gran Paese (1968/1969), su testi di Edoardo Sanguineti.
  • Apocrifo, ovvero… (1988), opera su testi di Sarenco ed Eugenio Miccini.
  • Guernica (1990), musica per un’azione teatrale.

Le date si riferiscono alla composizione secondo i materiali utilizzati; possono differire dalle date delle prime esecuzioni. Per Brindisi di San Silvestro e A futura memoria alcuni passaggi del testo biografico allegato anticipano la data rispetto al catalogo e alla voce dell’Enciclopedia del Cinema.

Colonne sonore selezionate

  • Deserto rosso (1964), regia di Michelangelo Antonioni: contributi elettronici, accanto alle musiche di Giovanni Fusco.
  • A mosca cieca (1966), regia di Romano Scavolini.
  • Sotto il segno dello scorpione (1969), regia di Paolo e Vittorio Taviani.
  • Sierra Maestra (1969), regia di Ansano Giannarelli.
  • Il sasso in bocca (1970), regia di Giuseppe Ferrara.
  • Come ti chiami, amore mio? (1970), regia di Umberto Silva.
  • Cento giorni a Palermo (1984), regia di Giuseppe Ferrara.
  • Angelus Novus (1987), regia di Pasquale Misuraca.

Discografia essenziale

  • Musiche elettroniche, Nepless, CD, numero di catalogo CO 9711003.

La raccolta comprende Treni d’onda a modulazione d’intensità, Modulazioni per Michelangelo, Nous irons à Tahiti, Traumdeutung e L’opera abbandonata tace e volge la sua cavità verso l’esterno. La scheda discografica fornita non indica l’anno di pubblicazione. La variante Modulazioni per Michelangelo è quella riportata nella scheda del CD.

Scritti e pubblicazioni

  • Vittorio Gelmetti, Tutto è musica, ERI, 1980.
  • Vittorio Gelmetti, Nostalgia d’Europa, intervista a cura di Francesco Moscardelli, Parole Gelate, 1984.

Bibliografia

  • Pasqualino Bongiovanni, Gelmetti, Vittorio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 53, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2000.
  • Marta Tedeschini Lalli, Gelmetti, Vittorio, in Enciclopedia del Cinema, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2003.
  • Ermanno Comuzio, Vittorio Gelmetti d’avanguardia, ma non dentro le mode, in «Cineforum», n. 280, 1988.

Temi correlati

  • Studio di Fonologia Musicale di Firenze – S2FM.
  • Pietro Grossi.
  • Franco Evangelisti.
  • Enore Zaffiri.
  • Nuova Consonanza.
  • Musica elettronica.
  • Nastro magnetico.
  • Collage musicale.
  • Musica e cinema.

Collegamenti esterni

1)
Il catalogo allegato riporta una prima rappresentazione a Palermo il 27 dicembre 1968; le voci Treccani collocano il lavoro nel 1969. La data è pertanto indicata come 1968/1969 nell’elenco delle opere.
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