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Alvise Vidolin

Alvise Vidolin (Padova, 1949) è un regista del suono, musicista informatico e interprete di live electronics italiano. La sua attività comprende la realizzazione delle parti elettroniche, l’esecuzione e la diffusione spaziale del suono, la ricerca e l’insegnamento. Ha collaborato con compositori quali Luciano Berio, Luigi Nono, Claudio Ambrosini, Giorgio Battistelli, Aldo Clementi, Franco Donatoni, Adriano Guarnieri e Salvatore Sciarrino, contribuendo alla produzione e all’esecuzione delle loro opere in teatri e festival internazionali.1)

La sua figura occupa una posizione significativa nella storia della musica elettronica italiana: il lavoro sull’apparato tecnologico si unisce alla responsabilità musicale dell’interprete. L’elettronica richiede infatti scelte di tempo, timbro, dinamica e spazio che prendono forma nell’esecuzione e nel rapporto con gli altri musicisti.

Formazione e attività a Padova

Vidolin compie a Padova studi scientifici e musicali. Dal 1974 collabora alle attività da cui nasce il Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova, partecipando alla sua fondazione e lavorando nella ricerca, nella didattica e nella produzione musicale.2)

Il CSC viene istituito formalmente nel 1979, raccogliendo esperienze di ricerca sviluppate negli anni precedenti. Questa distinzione permette di collocare correttamente il contributo di Vidolin: il 1974 indica l’inizio della sua collaborazione con l’ambiente padovano, mentre il 1979 segna la costituzione istituzionale del Centro.3)

In questo contesto l’informatica musicale si sviluppa attraverso il confronto fra competenze scientifiche e problemi posti dalla creazione musicale. La ricerca sulle possibilità compositive ed esecutive dei mezzi informatici accompagna il lavoro sulle opere e sui sistemi di controllo del suono. L’attività di Vidolin si estende al Sound and Music Computing e alle possibilità offerte dai sistemi multimodali.4)

Realizzazione elettronica e regia del suono

Il lavoro di Vidolin mette in relazione due momenti: la preparazione delle risorse elettroniche e la loro interpretazione in concerto. Nella realizzazione si definiscono i procedimenti necessari all’opera; nell’esecuzione si governa il loro comportamento in rapporto ai suoni strumentali, alle voci e all’acustica dello spazio.

La regia del suono comporta una responsabilità sull’equilibrio dell’insieme. La disposizione dei diffusori, i livelli, la distribuzione dei segnali e le trasformazioni elettroniche concorrono al risultato musicale. Un movimento del suono o una variazione di intensità possono modificare la percezione di un rapporto fra parti, la continuità di un gesto o la distanza apparente di una sorgente.

La collaborazione con compositori diversi implica il confronto con concezioni differenti dell’elettronica. Vidolin ha curato realizzazioni ed esecuzioni in istituzioni quali la Biennale di Venezia, il Teatro alla Scala, il Maggio Musicale Fiorentino, Milano Musica e i festival di Donaueschingen e Salisburgo.5)

La collaborazione con Luigi Nono

Il rapporto con Luigi Nono costituisce uno dei nuclei della sua esperienza. In una testimonianza del 2011, Vidolin ricorda di essere stato negli anni Ottanta assistente di Nono alla regia del suono e di avere successivamente privilegiato il repertorio noniano nelle esecuzioni, nelle masterclass e nei laboratori di interpretazione. Ricorda inoltre il lavoro con interpreti storici quali Roberto Fabbriciani, Ciro Scarponi, Giancarlo Schiaffini, Liliana Poli e Kadigia Bove.6)

La storia del CSC documenta la partecipazione di Vidolin alla produzione informatica di Prometeo. Tragedia dell’ascolto, insieme a Sylviane Sapir e Mauro Graziani. La prima esecuzione ebbe luogo nella chiesa di San Lorenzo a Venezia il 25 settembre 1984. Il lavoro comprendeva l’impiego del sistema 4i e poneva al centro la distribuzione e il movimento del suono nello spazio.7)

Nella testimonianza sul Progetto SONORA, Vidolin sottolinea il peso della tradizione orale nelle prassi esecutive di Nono. La trasmissione passa anche attraverso il lavoro comune, le prove e il coinvolgimento di nuovi interpreti: una dimensione decisiva per comprendere come un repertorio tecnologicamente complesso possa continuare a essere eseguito.8)

Vidolin è socio fondatore della Fondazione Archivio Luigi Nono e membro del suo comitato scientifico. La continuità del suo impegno è documentata, fra gli altri eventi, dal concerto del 15 novembre 2023 alla Fondazione Prada di Venezia: con Roberto Fabbriciani e Paolo Ravaglia ha eseguito A Pierre. Dell’azzurro silenzio, inquietum e Das atmende Klarsein, fragment, curando la regia del suono e il live electronics.9)

Biennale, associazioni e Tempo Reale

Dal 1977 Vidolin collabora in diverse occasioni con la Biennale di Venezia, in particolare come responsabile del Laboratorio per l’Informatica Musicale della Biennale, LIMB. Questa attività comprende iniziative di diffusione della computer music, convegni, laboratori, commissioni, concerti e mostre; fra gli appuntamenti figura l’International Computer Music Conference del 1982.10)

È tra i fondatori dell’Associazione di Informatica Musicale Italiana, AIMI, della quale è presidente dal 1988 al 1990. Dal 1992 al 1998 è responsabile della produzione musicale del Centro Tempo Reale di Firenze.11)

Queste esperienze collegano la ricerca alla circolazione delle opere e alla formazione di comunità professionali. L’organizzazione di una produzione elettronica richiede infatti di coordinare il progetto musicale, le risorse disponibili, la preparazione degli interpreti e le condizioni concrete dell’esecuzione.

Insegnamento

Vidolin è titolare della cattedra di Musica elettronica al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia dal 1976 al 2009. Insegna inoltre all’Accademia Internazionale della Musica – Fondazione Milano dal 1993 al 2013 e tiene il corso di Esecuzione e interpretazione della musica elettroacustica al Conservatorio Cesare Pollini di Padova, nel Laboratorio SaMPL, dal 2009 al 2019. Dal 2018 è docente di Live Electronics alla Chigiana Summer Academy. È socio corrispondente dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.12)

Nel giugno 2026 viene annunciata la sua elezione ad Accademico Effettivo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.13)

Conservazione e trasmissione del repertorio

La riflessione sulla conservazione della musica elettroacustica costituisce un altro aspetto della sua attività. Nel contributo Sustainable Live Electroacoustic Music, scritto con Nicola Bernardini, viene affrontato il problema della dipendenza delle opere da apparecchiature e programmi destinati a diventare obsoleti.14)

Gli autori propongono di descrivere le funzioni musicali e i procedimenti in modo che possano essere compresi e ricostruiti attraverso tecnologie differenti. La conservazione richiede documentazione, esempi sonori e una comunità di interpreti capace di condividere le proprie esperienze. La registrazione di una singola esecuzione non esaurisce le informazioni necessarie a rendere nuovamente eseguibile un’opera.15)

Il problema riguarda quindi sia i supporti sia il sapere esecutivo. Conservare una musica con elettronica significa mantenere la possibilità di interpretarla, documentando i rapporti fra partitura, trasformazioni del suono e azioni dei musicisti.

Vidolin e musica/complessità

Nel quadro di Musica/Complessità, il lavoro di Vidolin può essere letto attraverso l’interdipendenza fra gesto, tecnologia, spazio e ascolto. Questa è una prospettiva interpretativa sul suo contributo.

L’esecuzione elettronica prende forma dentro un sistema di relazioni. Il suono dello strumentista alimenta una trasformazione; la trasformazione modifica ciò che viene ascoltato; l’interprete dell’elettronica regola il processo in rapporto agli altri musicisti e all’ambiente. Il risultato dipende dalla coordinazione di queste azioni e dalle condizioni acustiche in cui si svolgono.

La complessità emerge anche nella trasmissione del repertorio. Una partitura, una registrazione, un programma e la memoria di un interprete conservano informazioni differenti. La possibilità di riprendere un’opera richiede di metterle in relazione e di comprenderne la funzione musicale. Il contributo di Vidolin permette così di considerare la tecnologia come parte di una pratica condivisa, nella quale ricerca, interpretazione e memoria si sostengono reciprocamente.

Bibliografia e scritti

Collegamenti esterni

Voce a cura di Anselmo Cananzi.

1)
Milano Musica, Alvise Vidolin, scheda biografica.
2)
Milano Musica, Alvise Vidolin, cit.; Nuova Consonanza, Vidolin Alvise, scheda biografica.
3)
Sergio Canazza, Giovanni De Poli, Alvise Vidolin, Gesture, Music and Computer: The Centro di Sonologia Computazionale at Padova University, a 50-Year History, Sensors, 22, 9, 2022, articolo 3465.
4)
Accademia Musicale Chigiana, Alvise Vidolin, scheda biografica.
5)
Milano Musica, Alvise Vidolin, cit.
6)
Alvise Vidolin, Testimonianza sul Progetto SONORA, Federazione CEMAT, Venezia, 11 febbraio 2011.
7)
Canazza, De Poli, Vidolin, Gesture, Music and Computer, cit., sezione dedicata a Prometeo.
8)
Vidolin, Testimonianza sul Progetto SONORA, cit.
9)
Fondazione Prada, Suono, rumore, ascolto, programma e presentazione dell’incontro, 15 novembre 2023; Accademia Musicale Chigiana, Alvise Vidolin, cit.
10)
Nuova Consonanza, Vidolin Alvise, cit.; Mode Records, Alvise Vidolin, profilo biografico.
11)
Mode Records, Alvise Vidolin, cit.; Nuova Consonanza, Vidolin Alvise, cit.
12)
Accademia Musicale Chigiana, Alvise Vidolin, cit.
13)
Accademia Musicale Chigiana, Alvise Vidolin ed Esa-Pekka Salonen Accademici di Santa Cecilia, comunicato stampa, 16 giugno 2026.
14)
Nicola Bernardini, Alvise Vidolin, Sustainable Live Electroacoustic Music, eContact!, 8.3, prima parte.
15)
Bernardini, Vidolin, Sustainable Live Electroacoustic Music, seconda parte e conclusioni.
16)
Centro di Sonologia Computazionale, Sito istituzionale, presentazione bibliografica del volume.