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Musica/Complessità

Musica/Complessità è un progetto interdisciplinare italiano dedicato alla ricerca musicale, alla complessità, all’ascolto, allo spazio sonoro e ai rapporti tra musica, scienza e tecnologia.

Nato alla fine degli anni Ottanta, il progetto si sviluppò per iniziativa dei compositori e ricercatori Walter Branchi, Michela Mollia, Eugenio Giordani e Anselmo Cananzi.

Fin dalle origini, Musica/Complessità non si è configurato come movimento estetico o scuola compositiva in senso tradizionale, ma come un campo aperto di ricerca e confronto nel quale discipline differenti — musica, fisica, biologia, psicoacustica, filosofia della scienza, studi percettivi e tecnologie del suono — entrano in relazione senza convergere in un sistema teorico unitario.

Nel corso del tempo il progetto ha assunto forme differenti: seminari, incontri pubblici, sessioni di ascolto, attività editoriali, pubblicazioni, ricerca teorica, documentazione storica e iniziative online.

Attualmente il progetto prosegue attraverso il sito musica/futura, la rivista Musica/Complessità e un wiki dedicato ai mondi sonori, alla musica contemporanea e alle relazioni interdisciplinari tra musica, tecnologia e ascolto.

Origini

Le origini di Musica/Complessità risalgono al 1988, in un contesto caratterizzato da un crescente interesse verso i sistemi complessi, le teorie non lineari e le relazioni tra arte, scienza e tecnologia.

All’interno di questa prospettiva, il fenomeno musicale viene progressivamente interpretato non più come semplice organizzazione di strutture sonore, ma come sistema dinamico di relazioni che coinvolge ascolto, ambiente, percezione, spazio acustico, tecnologie e processi cognitivi.

Uno degli elementi centrali dell’esperienza fu il superamento di una concezione rigidamente disciplinare della musica. La composizione veniva intesa come pratica aperta e relazionale, nella quale il suono non costituisce un oggetto isolato ma un evento situato, dipendente dalle condizioni spaziali, percettive e ambientali.

Seminari storici

Amelia (1988)

Le prime attività pubbliche si svolsero nel 1988 presso il Convento della SS. Annunziata di Amelia, attraverso seminari e incontri che riunivano compositori, studiosi e ricercatori provenienti da ambiti differenti.

L’organizzazione delle giornate alternava relazioni teoriche, discussioni collettive, sessioni di ascolto, presentazioni musicali e confronti interdisciplinari.

Roccella Jonica (1989)

Nel 1989 il progetto proseguì a Roccella Jonica, presso Villa Alicastro, ampliando ulteriormente il confronto tra discipline artistiche e scientifiche.

Le sessioni seminariali affrontavano temi quali:

Partecipanti

Nel corso dei seminari intervennero compositori, studiosi e ricercatori provenienti da differenti ambiti disciplinari.

Tra i partecipanti figuravano:

Walter Branchi

All’interno di Musica/Complessità, Walter Branchi rappresentò una figura centrale sia sul piano teorico sia su quello compositivo.

La sua riflessione sul tempo, sulla circostanza, sulla relazione tra suono e ambiente e sull’idea di musica come processo aperto influenzò profondamente l’impostazione generale del progetto.

Nel pensiero di Branchi il suono non viene considerato elemento isolato o materiale da organizzare secondo modelli formali predeterminati, ma parte di un sistema dinamico nel quale spazio, ascolto, ambiente e temporalità partecipano alla costruzione dell’esperienza musicale.

Nel 2024, presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Master in Sonic Arts, si è svolto il seminario-concerto Dall’arte del rumore negli anni ’60 alla musica della complessità. Dal raccontare all’accadere, dal segno alla circostanza, con Walter Branchi in dialogo con Giorgio Nottoli.

Nel 2026, sempre presso il Master in Sonic Arts dell’Università di Roma Tor Vergata, si è svolto il ciclo di incontri Ripensare la musica, con la partecipazione di Walter Branchi, Giorgio Nottoli e John Heineman.

Queste attività testimoniano la continuità e l’attualità delle problematiche affrontate originariamente da Musica/Complessità.

Michela Mollia

Il contributo di Michela Mollia riguardò soprattutto il rapporto tra complessità, percezione e modelli della conoscenza.

Attraverso il dialogo tra musica, epistemologia e studi percettivi, Mollia contribuì a definire il carattere interdisciplinare del progetto, evitando che la nozione di complessità venisse ridotta a un nuovo formalismo teorico.

Eugenio Giordani

Eugenio Giordani introdusse all’interno del progetto una riflessione sul rapporto tra composizione, organizzazione del suono e tecnologie informatiche.

Il computer e i sistemi elettronici venivano interpretati non soltanto come strumenti operativi, ma come ambienti relazionali capaci di modificare i processi compositivi e le modalità di pensiero musicale.

Anselmo Cananzi

Il contributo di Anselmo Cananzi si è sviluppato soprattutto nell’ambito della percezione sonora, della psicoacustica e delle relazioni tra uomo e ambiente acustico.

Le sue riflessioni hanno riguardato in particolare i rapporti tra spazialità, ascolto e processi percettivi, considerando il suono non come oggetto isolato ma come fenomeno situato e relazionale.

Sessioni di ascolto

Le sessioni di ascolto costituivano uno degli elementi centrali dell’esperienza seminariale.

Non si trattava di semplici momenti di fruizione musicale, ma di situazioni costruite per verificare le relazioni tra suono, ambiente, spazio e percezione.

Durante gli incontri vennero presentate composizioni di:

SuonoSud

Nel 1989 la rivista SuonoSud dedicò un dossier monografico a Musica/Complessità, documentando parte delle attività teoriche e seminariali sviluppate dal progetto.

Il dossier costituisce una delle principali fonti documentarie sulle prime fasi dell’esperienza.

Rivista, sito e wiki

Negli anni successivi il progetto ha continuato a svilupparsi attraverso attività editoriali, documentazione storica e piattaforme digitali dedicate alla ricerca musicale e interdisciplinare.

Il progetto prosegue oggi anche attraverso:

Archivio

Una parte dei materiali storici relativi a Musica/Complessità — documenti, fotografie, programmi seminariali, depliant e materiali editoriali — è conservata in un archivio digitale in progressiva espansione.

Bibliografia

Collegamenti esterni

testo a cura di Anselmo Cananzi