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Centro di Informatica Musicale di Pisa

Centro di Informatica Musicale di Pisa

Il 'Centro di Informatica Musicale di Pisa' identifica l’insieme delle attività di ricerca sulla computer music sviluppate tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Ottanta presso il CNUCE e successivamente presso altri istituti del CNR di Pisa sotto la guida di 'Pietro Grossi'.

Questa esperienza rappresentò uno dei momenti fondativi dell’informatica musicale italiana e uno dei primi esempi europei di ricerca sistematica sulla generazione sonora digitale in tempo reale.

Origini

Dopo l’esperienza dello Studio di Fonologia Musicale di Firenze (S 2F M), Pietro Grossi orientò progressivamente la propria ricerca verso l’utilizzo del computer come strumento musicale e compositivo.

Nel 1966, durante un soggiorno negli Stati Uniti presso la Indiana University di Bloomington, Grossi entrò in contatto con le prime esperienze di computer music sviluppate nei Bell Laboratories.

Tornato in Italia, Grossi avviò una collaborazione con il 'CNUCE' (Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico) di Pisa grazie al sostegno del direttore Guido Torrigiani.

L’ambiente scientifico pisano, caratterizzato dalla presenza di importanti centri di ricerca sul calcolo elettronico, favorì l’avvio delle prime sperimentazioni italiane di musica informatica.

Prime sperimentazioni

Alla fine degli anni Sessanta Pietro Grossi iniziò a sviluppare sistemi software per la composizione e generazione automatica del suono attraverso grandi calcolatori IBM.

Le prime attività riguardarono:

* sintesi sonora digitale; * generazione algoritmica; * controllo in tempo reale; * traduzione informatica della scrittura musicale; * automazione dei processi compositivi.

Grossi considerava il computer non semplicemente come uno strumento di calcolo, ma come un nuovo ambiente creativo capace di ridefinire il concetto stesso di composizione musicale.

PLAY1800 e DCMP

Tra i primi sistemi sviluppati vi furono:

* PLAY1800; * DCMP (Digital Computer Music Program).

Il sistema PLAY1800 operava su computer IBM1800 e utilizzava un convertitore digitale-analogico sviluppato presso il CNUCE.

Il DCMP venne successivamente esteso ai sistemi IBM360 e IBM370 e consentiva:

* sintesi sonora; * controllo algoritmico; * codifica testuale della partitura; * generazione automatica di strutture musicali.

Attraverso questi sistemi Pietro Grossi sviluppò una concezione della composizione basata su procedure algoritmiche e processi automatici.

Tempo reale

Uno degli aspetti più innovativi della ricerca di Grossi fu la scelta del tempo reale.

A differenza di molte esperienze internazionali dell’epoca basate sul cosiddetto tempo differito, Grossi cercava sistemi che consentissero un’interazione immediata tra programmazione e risultato sonoro.

Celebre era la sua affermazione:

* “voglio sentire musica un attimo dopo avere premuto il tasto RETURN”.

Questa impostazione influenzò profondamente lo sviluppo dei sistemi musicali realizzati a Pisa.

Algoritmi e meta-composizione

Nella ricerca pisana la composizione musicale tendeva progressivamente a trasformarsi in progettazione di algoritmi.

Attraverso procedure matematiche e combinatorie i programmi erano in grado di produrre sequenze sonore continuamente variabili, spesso indipendenti dai modelli armonici e melodici della tradizione occidentale.

Grossi definiva questo approccio:

* meta-composizione.

L’attenzione si spostava così:

* dall’opera chiusa al processo; * dalla partitura al sistema; * dal compositore tradizionale al progettista di procedure sonore.

TAU2

Tra il 1970 e il 1975 venne sviluppato il 'TAU2' (Terminale Audio), uno dei più importanti sistemi italiani di sintesi sonora digitale dell’epoca.

Il progetto coinvolse:

* Gianfranco Capriz; * Franco Denoth; * Graziano Bertini; * Massimo Chimenti; * Luigi Dall’Antonia.

Il TAU2 era un sistema ibrido:

* digitale nel controllo; * analogico nella sintesi sonora.

Consentiva la generazione simultanea di dodici voci polifoniche e politimbriche basate su sintesi armonica.

Divisione Musicologica

Negli anni Settanta Pietro Grossi promosse all’interno del CNUCE la nascita della 'Divisione Musicologica'.

Tra i collaboratori figuravano:

* Mario Milani; * Silvio Farese; * Tommaso Bolognesi; * Leonello Tarabella.

In questa fase vennero sviluppate nuove ricerche:

* processi stocastici; * catene di Markov; * generazione automatica; * telematica musicale; * sistemi interattivi.

Telematica musicale

Negli anni Ottanta il gruppo pisano sviluppò alcune delle prime esperienze italiane di telematica musicale.

Attraverso collegamenti remoti tra computer e sistemi audio vennero realizzate:

* esecuzioni a distanza; * dimostrazioni remote; * trasmissioni musicali telematiche.

Pietro Grossi intuì con grande anticipo la futura diffusione della musica attraverso reti digitali e sistemi di distribuzione remota.

attività pubblica

Le attività del centro furono presentate in:

  • convegni;
  • festival;
  • concerti;
  • dimostrazioni pubbliche;
  • trasmissioni radiofoniche e televisive.

Tra le esperienze più significative:

  • audizioni pubbliche del sistema TAU2-TAUMUS;
  • collegamenti telematici musicali;
  • presentazioni presso conservatori e centri di ricerca;
  • collaborazioni con il Maggio Musicale Fiorentino.

ruolo storico

L’esperienza pisana occupa una posizione centrale nella storia dell’informatica musicale italiana.

Le ricerche sviluppate presso il CNUCE e gli istituti collegati contribuirono alla nascita della computer music italiana, allo sviluppo della sintesi sonora digitale, alla diffusione della composizione algoritmica e alla ridefinizione del rapporto tra musica e tecnologia.

All’interno di questo contesto maturarono inoltre alcune delle prime esperienze italiane di telematica musicale e di utilizzo creativo dei sistemi informatici applicati al suono.

Molte intuizioni teoriche sviluppate da Pietro Grossi anticiparono aspetti divenuti centrali nella cultura digitale contemporanea, tra cui:

  • musica generativa;
  • interattività;
  • reti musicali;
  • distribuzione digitale del suono;
  • processi automatici di creazione sonora.

L’esperienza del gruppo pisano contribuì così a definire una nuova concezione della composizione musicale, orientata verso sistemi aperti, processi dinamici e relazioni tra uomo, macchina e ambiente sonoro.

bibliografia

  • Leonello Tarabella, Pietro Grossi, pioniere dell’Informatica Musicale a Pisa.
  • Pietro Grossi, Musica in tempo reale, Bardi, Roma, 1971.
  • Pietro Grossi, Giuseppe Sommi, DCMP, versione per il Sistema 360/67, CNUCE, Pisa, 1974.
  • G. Bertini, M. Chimenti, F. Denoth, TAU2 - An Audio Terminal for Computer Music Experiments, IEEE Computer Society, 1976.
  • G. Bertini, T. Bolognesi, P. Grossi, TAU2-TAUMUS, 1980.
  • Leonello Tarabella, Pietro Grossi, Un’esperienza di Telematica Musicale, CNUCE-CNR, Pisa, 1985.
  • Francesco Giomi, Marco Ligabue, L’istante zero – Conversazioni e riflessioni con Pietro Grossi, SISMEL – Edizioni del Galluzzo, Firenze, 1999.

Voce a cura di Anselmo Cananzi

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