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Studio di Fonologia Musicale della RAI di Milano
Lo 'Studio di Fonologia Musicale della RAI di Milano' è stato uno dei principali centri europei di ricerca sulla musica elettronica del secondo Novecento.
Fondato ufficialmente nel 1955 presso la sede RAI di Corso Sempione a Milano da 'Luciano Berio' e 'Bruno Maderna', lo studio rappresentò un punto di incontro tra sperimentazione musicale, ricerca tecnica e produzione radiotelevisiva.
Progettato dal fisico 'Alfredo Lietti' e sviluppato grazie al contributo fondamentale del tecnico 'Marino Zuccheri', lo Studio di Fonologia contribuì in modo decisivo alla nascita della musica elettronica italiana e alla diffusione di nuove pratiche compositive basate sul suono registrato, la manipolazione elettronica e il montaggio su nastro magnetico.
Origini
Nel secondo dopoguerra, quasi contemporaneamente in diverse nazioni europee e negli Stati Uniti, nacquero i primi centri dedicati alla sperimentazione sonora elettronica.
Tra le esperienze principali:
- il
Groupe de Recherches Musicalesdi Parigi fondato da Pierre Schaeffer; - lo
Studio für Elektronische Musikdella WDR di Colonia; - il
Music for Tape Recorderdella Columbia University di New York.
In questo contesto, nel giugno del 1955, la RAI inaugurò a Milano lo 'Studio di Fonologia Musicale', destinato a diventare uno dei più autorevoli centri europei di ricerca elettroacustica.
Secondo Luciano Berio, lo studio rappresentava:
- “l’incontro fra la musica e le possibilità dei nuovi mezzi di analisi e di trattamento del suono”.
Finalità
Lo Studio di Fonologia nacque con una duplice funzione:
- produzione sperimentale di musica elettronica;
- realizzazione di colonne sonore, effetti sonori e materiali per radio e televisione.
Questa doppia natura rese possibile una continua interazione tra sperimentazione artistica e ricerca tecnica.
Le apparecchiature
Nella fase iniziale lo studio disponeva di:
- magnetofoni;
- filtri;
- generatori di frequenza;
- giradischi a velocità variabile;
- un’Onde Martenot.
Nel 1956 furono introdotti nove oscillatori sinusoidali che ampliarono enormemente le possibilità di sintesi sonora.
Successivamente vennero aggiunti:
- generatori di rumore;
- modulatori;
- filtri dinamici;
- eco magnetici;
- variatori di velocità;
- il
Tempophon, dispositivo capace di modificare la durata dei suoni mantenendone stabile l’altezza.
Lo studio utilizzava principalmente:
- registrazione su nastro magnetico;
- montaggio manuale;
- filtraggio;
- sovrapposizione;
- trasposizione;
- modulazione ad anello;
- manipolazione della velocità.
Marino Zuccheri
Figura centrale dello studio fu il tecnico 'Marino Zuccheri'.
Assunto originariamente dall’EIAR negli anni Quaranta, collaborò direttamente con Berio, Maderna e numerosi compositori internazionali, contribuendo in modo decisivo alla realizzazione tecnica delle opere elettroniche.
La sua conoscenza delle apparecchiature e la capacità di trasformare intuizioni musicali in procedure operative lo resero una presenza fondamentale nella vita dello studio.
Umberto Eco ricordò come molti compositori stranieri affidassero a Zuccheri la concretizzazione tecnica delle proprie opere elettroniche.
Compositori e collaboratori
Presso lo Studio di Fonologia operarono alcuni dei principali protagonisti della musica contemporanea europea:
- Luciano Berio;
- Bruno Maderna;
- Luigi Nono;
- Henri Pousseur;
- John Cage;
- Aldo Clementi;
- Franco Donatoni;
- Niccolò Castiglioni;
- Giacomo Manzoni;
- Camillo Togni;
- Angelo Paccagnini;
- Armando Gentilucci.
Tra le collaborazioni più importanti:
- Cathy Berberian;
- Umberto Eco;
- Roberto Leydi;
- Luigi Rognoni.
Opere principali
Tra le opere più significative realizzate presso lo Studio di Fonologia:
Luciano Berio
Mutazioni(1955–56)Perspectives(1957)Thema (Omaggio a Joyce)(1958)Visage(1961)
Bruno Maderna
Sequenze e struttureNotturnoSyntaxisContinuoDimensioni IIMusica su due dimensioniLe Rire
Luigi Nono
Omaggio a Emilio VedovaContrappunto dialettico alla mente
John Cage
Fontana MixAria
Aldo Clementi
Collage 2Collage 3 (Dies Irae)Fantasia su roBErto FABbriCiAni
La voce e il suono
Uno degli aspetti più innovativi della ricerca milanese fu l’utilizzo della voce umana come materiale sonoro da elaborare elettronicamente.
Con opere come:
Thema (Omaggio a Joyce)VisageDimensioni II
lo studio sviluppò nuove relazioni tra:
- parola;
- fonetica;
- significato;
- rumore;
- musicalità della voce.
La voce di 'Cathy Berberian' divenne una delle presenze sonore più importanti dello studio, al punto da essere definita “il decimo oscillatore”.
Un centro europeo della musica elettronica
Negli anni Cinquanta e Sessanta lo Studio di Fonologia di Milano divenne uno dei principali centri europei della musica elettronica insieme agli studi di Colonia e Parigi.
A differenza di altri laboratori maggiormente orientati verso una sola linea estetica, lo studio milanese sviluppò una ricerca aperta capace di integrare:
- musica concreta;
- musica elettronica pura;
- vocalità;
- improvvisazione;
- montaggio sonoro;
- sperimentazione linguistica.
L’esperienza milanese influenzò direttamente la nascita di successive realtà italiane di ricerca elettronica e informatica musicale.
Archivio
L’archivio dello Studio di Fonologia comprende:
- circa 400 nastri analogici;
- registrazioni a una, due e quattro piste;
- partiture;
- fotografie;
- documenti tecnici;
- corrispondenza;
- programmi di sala;
- schemi delle apparecchiature.
A partire dagli anni Novanta furono avviati importanti progetti di:
- catalogazione;
- riversamento digitale;
- restauro;
- recupero delle apparecchiature storiche.
Un ruolo fondamentale nel recupero dell’archivio fu svolto da 'Maddalena Novati'.
Recupero storico
Dopo la chiusura dello studio nel 1983, le apparecchiature vennero trasferite nei depositi del Museo della Radio della RAI di Torino.
Nel 2003 furono riportate a Milano e successivamente ricollocate in un allestimento permanente presso il Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco.
Ruolo storico
Lo Studio di Fonologia Musicale della RAI di Milano occupa una posizione centrale nella storia della musica elettronica del Novecento.
La sua attività contribuì:
- alla nascita della musica elettronica italiana;
- alla diffusione internazionale della ricerca elettroacustica;
- allo sviluppo della composizione su nastro;
- alla sperimentazione sul rapporto tra voce e tecnologia;
- alla formazione di successive esperienze italiane di computer music.
Molti studi indipendenti italiani degli anni Sessanta e Settanta si svilupparono anche a partire dall’esperienza milanese.
Bibliografia
- Angela Ida De Benedictis, Veniero Rizzardi (a cura di),
Nuova musica alla radio. Esperienze allo Studio di Fonologia della RAI di Milano 1954-1959, ERI-RAI, Roma, 2000. - Maddalena Novati,
Per un archivio dello Studio di Fonologia, Roma, 2000. - Nicola Scaldaferri,
Musica nel laboratorio elettroacustico, LIM, Lucca, 1997. - Roberto Doati, Alvise Vidolin (a cura di),
Nuova Atlantide, La Biennale di Venezia - ERI, 1986. - Alfredo Lietti,
Gli impianti tecnici dello Studio di Fonologia Musicale di Radio Milano, 1956. - Piero Santi,
La nascita dello Studio di Fonologia Musicale di Milano,Musica/Realtà, 1984. - Marino Zuccheri,
Cage allo studio di Milano,Nutida Musik, 1962. - Maria Maddalena Novati, Laura Pronestì, Marina Vaccarini (a cura di),
Marino Zuccheri & Friends, Die Schachtel, Milano. - Luciano Berio,
Musica per Tape Recorder,Il Diapason, 1953. - Henri Pousseur,
La musica elettronica, Feltrinelli, 1976. - Fred K. Prieberg,
Musica ex machina, Einaudi, Torino, 1963. - Bruno Maderna,
Documenti, Suvini Zerboni, Milano, 1985. - Alvise Vidolin,
Avevamo nove oscillatori, Milano, 1989.
Voce in sviluppo del progetto musica/futura – atlante dei mondi sonori. a cura di Anselmo Cananzi


