Indice
Studio R7 - Roma
Lo 'Studio R7' è stato un laboratorio indipendente italiano di musica elettronica attivo a Roma tra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Nato dall’esperienza dello Studio di Fonologia di Roma, rappresentò uno dei principali centri romani di sperimentazione sonora, improvvisazione ed elaborazione elettronica del suono.
Lo studio fu fondato nei primi anni Sessanta da 'Walter Branchi' e 'Guido Guiducci' come spazio dedicato alla ricerca sonora e alla sperimentazione tecnica. Successivamente, con l’ingresso di compositori e musicisti legati all’avanguardia romana, l’esperienza assunse una dimensione più ampia e prese il nome di “Studio R7” (“Roma 7”).
Storia
Lo Studio di Fonologia di Roma
Prima della nascita dello Studio R7, Walter Branchi e Guido Guiducci avevano dato vita allo Studio di Fonologia di Roma, laboratorio ispirato alle esperienze dello Studio di Fonologia Musicale della RAI di Milano e agli studi elettronici europei.
Guiducci, oltre all’attività musicale, si occupava della progettazione e costruzione di apparecchiature elettroniche, sistemi di amplificazione e dispositivi audio, mentre Branchi sviluppava una ricerca legata alla produzione, manipolazione e organizzazione del suono.
L’attività iniziale era orientata soprattutto alla sperimentazione tecnica e alla ricerca sui materiali sonori, più che alla realizzazione di opere elettroniche compiute.
Nascita dello Studio R7
Nel corso della seconda metà degli anni Sessanta lo studio ampliò progressivamente la propria attività con il coinvolgimento di compositori come Franco Evangelisti, Domenico Guaccero, Egisto Macchi, Paolo Ketoff e Gino Marinuzzi Jr.
In questa fase il laboratorio assunse il nome di 'Studio R7', divenendo uno dei principali punti di riferimento romani per la sperimentazione elettronica e l’improvvisazione musicale.
Pur mantenendo una struttura indipendente e non istituzionale, lo studio attirò compositori, registi e musicisti interessati alle nuove possibilità offerte dall’elettronica e dalla manipolazione del suono.
Attività e tecnologie
Lo Studio R7 disponeva di registratori professionali, oscillatori, filtri, microfoni, variatori di velocità e altre apparecchiature spesso progettate o modificate direttamente da Guido Guiducci.
Tra le tecnologie utilizzate nello studio vi furono anche il Fonosynth e successivamente il Synket di Paolo Ketoff.
L’attività dello studio comprendeva:
* sperimentazione elettronica; * registrazione e manipolazione del suono; * progettazione di sistemi di diffusione; * realizzazione di materiali sonori per cinema e spettacolo; * attività di ricerca e aggiornamento tecnico-musicale.
Parte delle attività aveva carattere puramente sperimentale, mentre altre erano legate alla produzione di suoni e apparecchiature per il cinema e per diverse attività professionali.
Rapporti con il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza
Lo Studio R7 fu strettamente collegato all’attività del 'Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza'. Walter Branchi entrò nel gruppo nel 1966 dopo avere conosciuto Franco Evangelisti ai Ferienkurse di Darmstadt.
All’interno dello studio si svilupparono pratiche di improvvisazione, sperimentazione elettronica e ascolto collettivo che contribuirono alla definizione di nuove modalità operative nella musica contemporanea italiana.
Parte delle registrazioni e delle prove del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza furono realizzate utilizzando apparecchiature dello Studio R7.
Tra i musicisti e compositori legati allo studio o al gruppo figuravano:
* Franco Evangelisti; * Egisto Macchi; * Domenico Guaccero; * Mario Bertoncini; * Ennio Morricone; * Ivan Vandor; * Frederic Rzewski; * John Heineman.
Collaborazione con Santa Cecilia
Tra il 1969 e i primi anni Settanta Franco Evangelisti avviò a Roma uno dei primi corsi italiani di musica elettronica.
Le lezioni teoriche si svolgevano presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, mentre la parte pratica veniva realizzata nello Studio R7.
In questo contesto Walter Branchi collaborò come assistente di Evangelisti grazie alle competenze maturate nella pratica elettronica e nella gestione delle apparecchiature dello studio.
Tra gli allievi e frequentatori del corso figuravano compositori come Francesco Pennisi, Salvatore Sciarrino e Guido Baggiani.
La collaborazione tra lo Studio R7 e Santa Cecilia contribuì alla diffusione della musica elettronica nell’ambiente romano e alla formazione di una nuova generazione di compositori interessati alle tecnologie del suono.
Ruolo storico
Lo Studio R7 occupa una posizione significativa nella storia della musica elettronica italiana del secondo Novecento. Pur non avendo il carattere istituzionale degli studi radiofonici europei, rappresentò uno spazio di ricerca indipendente nel quale convergevano sperimentazione tecnica, improvvisazione e riflessione compositiva.
L’esperienza dello Studio R7 viene considerata una fase di passaggio tra la prima stagione della musica elettronica analogica italiana e le successive esperienze legate alla computer music e ai sistemi compositivi sviluppati negli anni Settanta e Ottanta.
Bibliografia
* Walter Branchi, Tecnologia della musica elettronica, Lerici, Cosenza, 1977.
* Walter Branchi, Canto infinito. Thinking Music Environmentally, a cura di Michela Mollia, Open Space, New York, 2012.
* Luigino Pizzaleo, Il liutaio elettronico. Paolo Ketoff e l’invenzione del Synket, Aracne, Roma, 2014.
* Luigino Pizzaleo, Walter Branchi. Intero.
* Luigino Pizzaleo, Walter Branchi. Dal segno alla circostanza.
* Luigi Pizzaleo, Walter Branchi, Thin per piatto sospeso e tam-tam amplificati.
a cura di Anselmo Cananzi
