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Mario Bertoncini e Walter Branchi, 1964

Mario Bertoncini

Mario Bertoncini (Roma, 27 settembre 1932 – Siena, 19 gennaio 2019) è stato un compositore, pianista, improvvisatore e costruttore di oggetti sonori italiano. Figura rilevante della musica sperimentale del secondo Novecento, ha sviluppato una ricerca fondata sull’estensione delle possibilità degli strumenti acustici, sull’improvvisazione, sulla costruzione di dispositivi sonori e sulla relazione tra suono, gesto e spazio.

Formazione

Bertoncini compì studi musicali a Roma, diplomandosi in pianoforte con Rodolfo Caporali e studiando composizione con Goffredo Petrassi presso il Conservatorio e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nel 1960 frequentò i Ferienkurse di Darmstadt, dove entrò in contatto con il clima della nuova musica europea. Nel 1962, grazie a una borsa del Ministero degli Affari Esteri, si recò a Utrecht, dove seguì i corsi di musica elettronica di Gottfried Michael Koenig presso il C.E.M.

Attività pianistica e compositiva

Alla carriera compositiva Bertoncini affiancò fin dagli anni Cinquanta un’intensa attività pianistica. Come interprete presentò sia repertori storici sia musiche contemporanee, includendo autori come Satie, Stravinsky, Schönberg, Bartók, Stockhausen, Cage, Brown e Feldman.

Nel 1962 ottenne il Premio Nicola d’Atri dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per Sei pezzi per orchestra. Nel 1965 ricevette il premio della Fondation Européenne de la Culture per Quodlibet.

A partire dai primi anni Sessanta iniziò a sperimentare sulla preparazione e trasformazione degli strumenti acustici, con e senza elettronica dal vivo. In questa direzione si collocano lavori come:

  • Quodlibet
  • Cifre
  • Tune
  • Scratch-a-matic
  • Epitaffio

Nuova Consonanza

Dal 1965 al 1972 Bertoncini partecipò all’attività del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, una delle esperienze più importanti della ricerca collettiva e improvvisativa europea del secondo Novecento.

All’interno del gruppo contribuì allo sviluppo di pratiche basate sull’ascolto reciproco, sull’interazione tra compositori-esecutori e sulla costruzione della forma sonora in tempo reale.

Tra il 1969 e il 1972 fu inoltre chiamato a dirigere l’associazione Nuova Consonanza.

Oggetti sonori e sculture di suono

Negli anni Settanta Bertoncini orientò progressivamente la propria ricerca verso la costruzione di oggetti sonori e dispositivi acustici autonomi.

Dal 1973 al 1975 soggiornò a Berlino come artist in residence del D.A.A.D. In questo periodo iniziò a progettare strutture sonore fondate sui principi dei suoni eolici, concepite come forme sonore svincolate dalla tradizionale idea di sviluppo temporale.

Tra le opere e installazioni più rappresentative di questa fase:

* Vele, grandi arpe eolie alte circa sette metri; * Chanson pour instruments à vent, assemblaggio per arpe e gong eolici; * Venti, per venti generatori eolici di suono e quaranta esecutori.

Queste esperienze collocano Bertoncini in una zona di confine tra composizione, costruzione sonora, installazione e arte acustica.

Teatro della Realtà

Nella seconda metà degli anni Sessanta Bertoncini si avvicinò anche al teatro musicale. In lavori come Spazio-tempo, rappresentato alla Biennale di Venezia nel 1970, elaborò una concezione scenica fondata sull’interazione funzionale fra gesto, suono, spazio e azione.

A questa prospettiva diede il nome di Teatro della Realtà.

Nel 1986 brevettò il Choreophon, un sistema capace di trasformare il gesto coreografico in suono senza contatto diretto. Nello stesso anno fondò il gruppo VIE insieme alla danzatrice Martina Schaak e al regista Roberto Capanna.

Nel 1992-1993 realizzò inoltre lo Stabdämpfer, dispositivo destinato a modificare la sonorità degli strumenti ad arco.

Attività didattica

Bertoncini svolse un’importante attività didattica in Italia, Canada e Germania.

Insegnò:

* al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro tra il 1969 e il 1972; * alla McGill University di Montréal tra il 1974 e il 1976, dove realizzò un corso sperimentale di composizione e fondò il gruppo Mud, poi noto come Sonde; * alla Universität der Künste di Berlino dal 1977 al 1998.

Parallelamente tenne seminari, conferenze-concerto e corsi in Europa, Stati Uniti, Canada, Corea e Israele.

Attività letteraria

Accanto alla composizione, all’esecuzione e alla costruzione sonora, Bertoncini coltivò un’intensa attività letteraria.

Collaborò all’Enciclopedia dello Spettacolo Sansoni come redattore per il teatro musicale del XVIII secolo e scrisse numerose recensioni di opere liriche per la Radiotelevisione Italiana. Si occupò inoltre di traduzioni ritmiche di opere originariamente scritte in inglese, francese e tedesco, tra cui Lindberghs Flug di Bertolt Brecht e Kurt Weill.

Dal 1976 si dedicò alla scrittura di saggi in forma dialogica, ispirati al modello del dialogo platonico, quasi sempre dedicati a questioni musicali.

Dal 1978 iniziò anche una produzione poetica in dialetto romanesco, componendo centinaia di sonetti. Una selezione di duecento sonetti fu pubblicata nel 1990 dalla Äolus Verlag di Berlino.

Ultimi anni

Nel 2004 Bertoncini lasciò Berlino e si trasferì a Cetona, in provincia di Siena, continuando la propria attività musicale e letteraria.

Morì a Siena il 19 gennaio 2019.

Ruolo storico

Mario Bertoncini occupa una posizione originale nella musica sperimentale italiana ed europea. La sua ricerca attraversa composizione, improvvisazione, costruzione di strumenti, teatro musicale, installazione sonora e riflessione teorica.

Il suo lavoro può essere letto come una ricerca sul suono inteso non soltanto come materiale da organizzare, ma come fenomeno fisico, gesto, spazio e comportamento.

La sua attività all’interno del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, le opere per strumenti preparati, le sculture sonore eoliche e i dispositivi performativi fanno di Bertoncini una figura centrale per comprendere le relazioni tra avanguardia musicale, sound art e pratiche interdisciplinari del secondo Novecento.

opere e progetti principali

  • Sei pezzi per orchestra
  • Quodlibet
  • Cifre
  • Tune
  • Scratch-a-matic
  • Epitaffio
  • Spazio-tempo
  • Vele
  • Chanson pour instruments à vent
  • Venti
  • Choreophon
  • Stabdämpfer

bibliografia

  • Chiara Mallozzi, Daniela Tortora, La bottega del suono. Mario Bertoncini, Maestri e allievi, puntOorg International Research Network, Editoriale Scientifica, Napoli, 2017.
  • Valerio Mattioli, Roma 60. Viaggio alle radici dell’underground italiano. Parte seconda, in Blow Up, n. 188, gennaio 2014.
  • Daniela Tortora, “Der ferne Klang”, il suono lontano di Mario Bertoncini, in Le arti del suono, Cosenza, 2009.
  • Mario Bertoncini, Sonetti romaneschi, Äolus Verlag, Berlino, 1990.
  • Sito ufficiale di Mario Bertoncini:

mariobertoncini.com

Voci correlate

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