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Paolo Ketoff
Paolo Ketoff (Roma, 8 aprile 1921 – Roma, 1º marzo 1996) è stato un tecnico del suono, progettista, inventore e ricercatore italiano, tra le figure più importanti nello sviluppo della musica elettronica in Italia. Specialista in elettroacustica, progettista di studi di registrazione e costruttore di strumenti musicali elettronici, è ricordato soprattutto come inventore del Synket, il primo sintetizzatore concepito per essere utilizzato come vero strumento da concerto. Collaborò con alcuni dei maggiori compositori del Novecento, fra cui John Cage, John Eaton, Franco Evangelisti, Egisto Macchi, Domenico Guàccero, Walter Branchi, Ennio Morricone, Piero Umiliani e David Tudor. Fu inoltre uno dei protagonisti della nascita dello Studio R7, una delle più significative esperienze italiane di ricerca elettroacustica indipendente.
Origini e formazione
Paolo Ketoff nacque a Roma l'8 aprile 1921 in una famiglia di origine russa. Il padre, Konstantin Ketoff, era giornalista e scrittore, tra i fondatori dell'Associazione della Stampa Estera in Italia; la madre, Zenaide Fedotov, era pittrice. I fratelli Ivan e Sergio intrapresero rispettivamente la carriera artistica e quella di architetto.
Nel 1938 vinse una borsa di studio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, dove frequentò la sezione dedicata ai tecnici del suono, diplomandosi nel 1940. Nello stesso anno ebbe anche una breve esperienza come attore nel film Ebbrezza del volo, diretto da Giorgio Ferroni.
Richiamato alle armi nel 1941, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 raggiunse le truppe alleate, mettendo a disposizione le proprie competenze tecniche. Partecipò ai lavori di ricostruzione degli studi radiofonici della RAI distrutti durante il conflitto, operando a Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Genova. Questa esperienza costituì il fondamento della sua straordinaria capacità progettuale, che lo avrebbe portato negli anni successivi a realizzare strumenti e dispositivi originali per risolvere problemi tecnici specifici.
Il cinema e gli studi di registrazione
Terminata la guerra rientrò nell'industria cinematografica lavorando come fonico di presa diretta e collaborando alla costruzione degli impianti dello stabilimento Titanus di via Margutta.
Nel corso degli anni Cinquanta fu responsabile tecnico dello studio di registrazione della RCA Italiana, quindi direttore tecnico della Fonolux S.p.A. e successivamente della NIS Film.
In questi anni collaborò alla realizzazione delle colonne sonore di numerosi film italiani, tra cui Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini, Café Chantant di Camillo Mastrocinque, Kapò di Gillo Pontecorvo, Il generale della Rovere di Roberto Rossellini, L'avventura di Michelangelo Antonioni, Banditi a Orgosolo di Vittorio De Seta, Terrore nello spazio, Africa addio e numerose altre produzioni cinematografiche.
Parallelamente svolse un'intensa attività di divulgazione tecnica pubblicando articoli sulle riviste specializzate Discoteca, Musica e Dischi e altre testate dedicate alla registrazione sonora.
Il liutaio elettronico
Ketoff amava definirsi un liutaio elettronico. Più che progettare strumenti destinati alla produzione industriale, costruiva apparecchi specificamente concepiti per soddisfare le esigenze artistiche dei compositori con cui collaborava.
Nel corso della sua attività sviluppò compressori dinamici, modulatori ad anello, camere di riverberazione, sistemi di controllo, filtri, oscillatori e numerosi altri dispositivi originali, molti dei quali brevettati.
La sua concezione della tecnologia poneva il progettista al servizio dell'idea musicale, instaurando un rapporto diretto tra invenzione tecnica e ricerca compositiva.
Il Fonosynth
Tra il 1960 e il 1962 progettò insieme al compositore Gino Marinuzzi jr. il Fonosynth, uno dei primi strumenti elettronici italiani concepiti per la sintesi del suono in studio.
Lo strumento venne presentato alla XLII Biennale di Venezia e rappresentò una delle esperienze più significative della ricerca elettroacustica italiana dei primi anni Sessanta. Oggi è conservato presso il Deutsches Museum di Monaco di Baviera.
Il Synket
Tra il 1963 e il 1965 Ketoff progettò il Synket (Synthesizer Ketoff), considerato il primo sintetizzatore espressamente concepito per l'esecuzione dal vivo.
Diversamente dagli strumenti elettronici precedenti, il Synket non era pensato esclusivamente per il lavoro in studio ma per essere suonato durante il concerto come un normale strumento musicale.
Lo strumento disponeva di tre generatori indipendenti, filtri, modulatori e tastiere accordabili anche secondo sistemi microtonali. Nel corso di circa dodici anni Ketoff costruì nove esemplari, tutti leggermente differenti e continuamente perfezionati.
Le sue caratteristiche innovative suscitarono l'interesse di John Eaton, che ne divenne il principale interprete, e di Robert Moog, con il quale Ketoff instaurò un rapporto di reciproca stima professionale.
Collaborazioni artistiche
Le invenzioni di Ketoff attirarono rapidamente l'attenzione dei principali protagonisti della musica contemporanea.
Collaborò con John Cage, David Tudor, John Eaton, Robert Ashley, Stephen Albert, Bill Smith, Franco Evangelisti, Domenico Guàccero, Egisto Macchi, Walter Branchi, Vittorio Gelmetti, Aldo Clementi, Ennio Morricone, Piero Umiliani, Franco Battiato e numerosi altri compositori italiani e stranieri.
Partecipò inoltre a produzioni teatrali con Carmelo Bene e Aldo Trionfo.
Lo Studio R7
Una delle esperienze più importanti della sua attività fu la partecipazione alla nascita dello Studio R7.
Realizzato insieme a Franco Evangelisti, Walter Branchi, Daniele Guàccero, Egisto Macchi, Guido Guiducci e Gianfranco Marinuzzi jr., lo Studio R7 rappresentò uno dei più avanzati laboratori italiani dedicati alla ricerca elettroacustica.
L'obiettivo non era soltanto costruire strumenti, ma creare un centro indipendente nel quale ricerca musicale, progettazione elettronica e sperimentazione artistica potessero svilupparsi congiuntamente.
Attività didattica
Dal 1967 al 1989 insegnò Tecnica della registrazione presso l'Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione.
Fu inoltre docente al Centro Sperimentale di Cinematografia e progettò numerosi studi di registrazione destinati a compositori, musicisti e istituzioni.
Tra i professionisti formatisi anche grazie al suo insegnamento figura Federico Savina.
Riconoscimenti
L'importanza della sua attività è stata progressivamente riconosciuta anche dopo la sua scomparsa.
Il Synket è oggi conservato in numerosi musei internazionali, tra cui quelli di Roma, Parigi, Monaco di Baviera, Baltimora, Milano e Macerata.
Nel 2021, in occasione del centenario della nascita, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha inaugurato lo Studio Paolo Ketoff, dedicato alla ricerca sulla musica elettronica e sulle nuove tecnologie.
Nello stesso anno è stato acquisito il Fondo Paolo Ketoff, comprendente documenti, progetti, strumenti e materiali oggi conservati presso la Bibliomediateca dell'Accademia.
Strumenti realizzati
- Fonosynth (1960–1962)
- Synket (1963–1965)
- Compressori dinamici
- Modulatori ad anello
- Filtri elettronici
- Camere di riverberazione
- Sistemi di registrazione professionale
- Apparecchiature elettroacustiche sperimentali
Eredità
Paolo Ketoff rappresenta una figura unica nella storia della musica elettronica italiana.
Più che un semplice tecnico, fu un inventore capace di tradurre le esigenze artistiche dei compositori in strumenti concreti, contribuendo alla nascita di una nuova concezione del rapporto tra tecnologia e composizione.
La sua attività costituisce uno dei punti di incontro più significativi tra ricerca scientifica, progettazione elettronica e creatività musicale, ponendolo tra i principali protagonisti dell'avanguardia musicale italiana del secondo Novecento.
Bibliografia
- Luigino Pizzaleo,
Il liutaio elettronico. Paolo Ketoff e l'invenzione del Synket, Aracne. - Fondo Paolo Ketoff, Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
- Documentazione dello Studio R7.
- Scritti e brevetti di Paolo Ketoff.

