Non si compone per uno spazio si compone con lo spazio.

Un ascolto poetico dei luoghi

Autori

Parole chiave:

archeoacustica; ascolto immersivo; spazio sonoro; composizione contemporanea; paesaggio sonoro; percezione; Walter Branchi; Barry Truax; Anselmo Cananzi

Abstract

L’articolo affronta il rapporto tra spazio, ascolto immersivo e pratiche compositive contemporanee, proponendo una riflessione sul possibile sviluppo di una prospettiva archeoacustica della composizione. Attraverso il confronto tra ambienti immersivi tecnologicamente programmabili e luoghi caratterizzati da specifiche qualità acustiche naturali o storicamente sedimentate, il testo mette in discussione l’idea moderna dello spazio come contenitore neutro dell’evento musicale. L’ascolto viene considerato come esperienza situata, corporea e percettivamente relazionale, nella quale ambiente, propagazione sonora e presenza dell’ascoltatore partecipano attivamente alla costruzione della forma musicale. In questa prospettiva, la composizione non consiste più nell’imporre una struttura sonora allo spazio, ma nell’attivarne le possibilità latenti. Le riflessioni di Walter Branchi e Barry Truax contribuiscono a delineare una continuità tra ambiente sonoro, immersione percettiva e ascolto dei luoghi, aprendo verso una concezione della musica come pratica relazionale e spazialmente situata.

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Pubblicato

08-05-2026

Come citare

Anselmo Cananzi. (2026). Non si compone per uno spazio si compone con lo spazio. : Un ascolto poetico dei luoghi. Musica Complessità, 1(1). Recuperato da https://www.musicacomplessita.com/magazine/index.php/musicacomplessita/article/view/9

Fascicolo

Sezione

Articoli